Motherhood Penality: la differenza di stipendio tra mamme e donne

da | Mag 19, 2021 | Carriera, Mamilia, Mindset | 1 commento

Oggi tocchiamo un argomento decisamente bollente. La “motherhood penality“, lo svantaggio in termini di benefits, stipendi, competenza e valore di una donna con figli rispetto ad una senza figli.

Cos’è la “motherhood penality” in pratica?

Quella volta che ti sei sentita in difetto perché stai cercando dei figli e quindi non sei stata assunta. O quella volta che hanno scelto la tua collega con i figli già grandi o quella più giovane perché il pensiero “famiglia” è ancora lontano.

Ecco, tutte queste cose che ti potrebbero essere successe fanno parte di un problema che va oltre le tue percezioni e la tua esperienza personale: è un dato di fatto.

Se sei donna sei già in difetto ma, se sei mamma, lo sei ancora di più. Avere dei figli implica un peggioramento incredibile nella tua posizione del mercato perchè automaticamente vieni ritenuta:

  • meno competente
  • meno disponibile
  • più emotiva
  • più instabile

E chi vorrebbe collaborare con una tipa così? Nessuno. Appunto.

Ne consegue una perdita enorme di occasioni di lavoro e una differenza evidente tra la retribuzione di mamme – donne senza figli – uomini.

La mia esperienza

É successo con Arianna e si è ripetuto con Davide.

Per riconquistare la fiducia dei miei clienti ho dovuto lavorare sodo, mostrarmi presente e disponibile molto più di quanto lo fossi prima di avere dei bambini. Alcuni clienti li ho persi. “Tranquilla Sara, goditi questo periodo di maternità e poi ci risentiamo“, “mmm…temo che il tuo target sia completamente diverso dal mio“, “ho bisogno di una persona più concentrata“, sono alcune delle cose che mi sono sentita dire in questi tre anni.

Per fortuna il mio lavoro è incrementato lo stesso, perchè queste cose, dopo i primi tre mesi di sconcerto assoluto, me le sono fatte scivolare addosso. Non ho mai pensato alla mia maternità come ad un ostacolo ma piuttosto un’opportunità per allargare orizzonti e, perchè no, clienti. Se prima non pensavo assolutamente di poter collaborare con asili nido, artigiane, pedagogiste, educatrici, oggi questo target fa parte dei miei clienti abituali.

Veniamo ai dati

Il Journal of Labour Research stima che le donne con figli piccoli (0-3 anni) sperimentano l’inoccupazione negli anni successivi più frequentemente rispetto a donne con figli che vanno a scuola. Il peso della”motherhood penality” grava sulle donne per 9-15 anni dopo la prima gravidanza. Un periodo lunghissimo. Per non parlare dello stipendio, che  registra una perdita fino a più di 3.000€ l’anno.

Ed ora, la realtà

Se è vero che in un primo momento dopo il parto la donna debba necessariamente assentarsi (e sul “necessariamente”, sorvolo tutti gli argomenti in merito alla cogestione del figlio piccolo, alla necessità di avere più contributi e aiuti), è anche vero che, una volta che si reinserisce nel lavoro, non c’è alcun motivo per cui debba guadagnare meno.

Perchè, diciamocelo, ma davvero lavora di meno una mamma?

Forse non è disponibile h24, probabilmente dalle 16 in poi è meno reperibile, sicuramente è difficile che possa spostarsi fuori casa per periodi molto lunghi. Ma è anche vero che può lavorare da casa, in orari flessibili e non per forza in ufficio. Che può farsi aiutare e può gestire vita privata e lavoro in modo armonico. Un sogno, eh?

Quando lavoravo come dipendente, lavoravo 8 ore al giorno ma credo che almeno 2-3 ore di quelle le trascorressi:

  • fuori, in pausa pranzo;
  • a fare riunioni inutili;
  • a chiacchierare del più e del meno con i colleghi.

Se invece so che ho solo quelle 6 ore a disposizione per lavorare e guadagnarmi stipendio e reputazione, mi farò in quattro per rendere al massimo ed essere concentrata e produttiva al meglio che posso.

Certo, questo dipende da tantissimi fattori interiori ed esterni, ad esempio:

  • non tutte sono disposte a tornare a lavorare
  • non sempre abbiamo un lavoro che ci consenta di essere flessibili
  • dobbiamo avere un mindset che ci consenta di cambiare alcuni aspetti di lavoro per renderci più produttive

Ma queste sono cose su cui si può lavorare, noi per prime.

Riconoscere il nostro valore, chiedere aiuto senza timore di essere giudicate incapaci, far leva sulle nostre competenze e abilità acquisite anche con la maternità ci può aiutare a farci sentire, assumere e pagare di più.

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Sara Fiorentino

Sara Fiorentino

Digital strategist

🌷 Aiuto le donne e le mamme a comunicare il loro brand in modo efficace.
🤱🏻 Lavoro per un mondo dove la maternità non sia più un buco nel CV.

1 commento

  1. Giusy

    Grazie Sara per questo articolo sugli aspetti penalizzanti dell’essere donna e madre. Far emergere la problematica, aiuta alla consapevolezza e all’individuazione di possibili soluzioni. Personalmente credo che unitamente al cambiamento di mentalità,
    sarebbe utile introdurre nel mondo lavorativo alcune misure “mom friendly”, come orari lavorativi più flessibili, l’incremento territoriale di asili nido statali e periodi di maternità più lunghi, magari con un’integrazione lavorativa crescente nel tempo.

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